Unforgiven – Corey Haim

di Federico Bernocchi

Over The Top: Come nelle storie più belle: Corey Haim, nato a Toronto nel 1971, è diventato un attore senza volerlo. A lui recitare neanche interessava. A lui piaceva giocare a hockey, leggere i fumetti e suonare. Ma un giorno ha accompagnato
sua sorella Carol a un provino e da un momento all’altro, alla tenera età di dieci anno, s’è trovato a prendere parte alla serie televisiva canadese The Edison Twins. Pochi anni dopo, nel 1984, comincia a lavorare sul grande schermo. L’esordio è con Firstborn, al fianco di Robert Downey Jr., Sarah Jessica Parker e Peter Weller. Il vero successo arriva con Lucas, pellicola diretta nel 1986 da David Seltzer. Corey dimostra un talento innato e in molti lo indicano come il nome su cui puntare. Nel 1987 è il protagonista di Lost Boys, dove incontra Corey Feldman con cui stringerà una lunga amicizia. “The Two Coreys” – questo il loro nickname ufficiale – recitano insieme anche nel successivo Licenza di Guida, pellicola che li consacra idoli indiscussi delle ragazzine americane. Haim riceve 2000 lettere d’amore a settimane e casa sua è costantemente assediata da orde di fans. Fuori dal set, Corey è assiduo frequentatore dell’Alphy’s Soda Pop Club, il locale più cool di tutte le stelle minorenni del cinema, e ha relazioni con le colleghe Robin Lively, Alyssa Milano e Drew Barrymore.
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Rodarte in Italia

di Redazione

Quando le sorelle Laura e Kate Mulleavy aka Rodarte avevano ammesso che i primi abiti andati in passerella (non troppe stagioni fa) erano stati creati sul tavolo della cucina dei genitori in California nessuno si era stupito. Anzi, la loro pacatezza (un approccio antistress non del tutto chiaro agli staff dal Lincoln Center di New York dove il loro show ogni stagione sta influenzando parecchio il calendario dell’intera fashion week) sembrava avere un senso. E si poteva capire anche perché i loro abiti scultura in odore di mitologia rivisitata in chiave gotica trasmettessero una filosofia di armonia e meditazione. Calma e leggerezza, femminilità con una strana nebulosa di segreti (tradotte in architettura-couture) per un mix che è diventato il marchio di fabbrica  delle due designer. Continue reading
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Perché Hbo e Fox vanno a caccia di idee in Israele

di Anna Momigliano

In principio era Be’Tipul, la serie drammatica (e a bassissimo costo) che nella seconda metà degli anni Duemila ha stregato Israele. E che nel 2008 l’americana Hbo, sinonimo di serie tv di qualità e non banali, ha acquistato, prima sottotitolando l’originale israeliano e poi trasponendo il format in un contesto statunitense. Il titolo, In Treatment, altro non era che la traduzione dell’originale in ebraico (Be’Tipul, appunto, “in trattamento,” nell’immagine qui a fianco vedete il loro logo). Il format era semplicissimo, forse troppo semplice: due persone che parlano sedute in uno studio, in altre parole una serie di sedute psicoanalitiche. I costi erano ridotti all’osso, tutto si giocava sulle doti degli attori e degli autori.  Continue reading

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Restaurando 900

di Cesare Alemanni

È uscito mercoledì 23 marzo restaurato e in versione Blu Ray, 900. Proprio il film/maratona (durata: 298 minuti) con cui nel 1976 Bernardo Bertolucci tentò di raccontare cinquant’anni di storia novecentesca del nostro paese. Il latifondismo avanzato e l’industrializzazione tardiva e da lì la lotta di classe: assoluta protagonista della pellicola coi volti di Robert De Niro (Alfredo, il padrone) e Gerard Depardieu (Olmo, il contandino). E poi ancora: il socialismo, il fascismo, la sua crescente aberrazione e il regolamento di conti partigiano. Il tutto nel segno di un laicismo ancora là da venire (è mai giunto?). Dialettica e allegorica insieme, trattando di temi tanto enormi l’opera di Bertolucci non poteva che dividere. E infatti non ha mai cessato di farlo. Continue reading

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UovoMusic, dal 25 marzo a Milano. Vi presentiamo un mini festival che ci voleva

di Redazione

A Milano il festival Uovo arriva un po’ quando gli pare a lui. Nel 2003 a settembre, e così fino al 2005. Dal 2006 al 2008 a maggio. E da due anni arriva a marzo. Comunque, da nove anni, Milano ospita una rassegna che è un ottimo mix di design, arte e moda, e che da quest’anno si arricchisce di una sezione musicale, il 25 e 26 marzo (UovoFestival invece inizia dal 20). Per due giorni, alla Cattedrale della Fabbrica del Vapore, tre gruppi e un dj-set (e che dj-set, ai piatti c’è Chris Geddes dei Belle and Sebastian) suoneranno e vi faranno ballare. UovoMusic è in collaborazione con Spin-Go!, realtà che in Italia rappresenta un gruppo di etichette indie come Domino, Anti, Epitaph, Warp, Naive. Indipendenti sì, ma roba grossa insomma. Continue reading

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41.912432,12.525966 – Crewdson

di Francesco Pacifico

Julianne Moore seduta a tavola in tinello con un ragazzino in una foto della serie Beneath the Roses di Gregory Crewdson.

Julianne Moore con lo sguardo perso, vestita da casalinga, con un ragazzino, suo figlio, età da liceo, e due altri posti, vuoti, nel più triste tinello del mondo. Crewdson non fa foto naturali, le mette in scena, crea dei set all’altezza di quelli cinematografici, chiama perfino attori famosi (Philip Seymour Hoffman, Tilda Swinton, William H. Macy, Gwyneth Paltrow, ma imponendo che si presentino sul set da soli, senza entourage), per fotografare scene “normali” di “vita suburbana”.

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Unforgiven – Wes Bentley

di Federico Bernocchi

Over The Top: Wesley Cook Bentley, noto solamente come Wes, nasce nel 1978 a Jonesbro, una piccola e placida cittadina dell’Arkansas. I suoi genitori, Cherie e David, sono entrambi sacerdoti della United Methodist Church, una chiesa protestante metodista ed evangelica. Terzo di quattro fratelli, comincia a interessarsi alla recitazione durante gli anni del liceo. Insieme a suo fratello Patrick e ai due suoi amici Damien Bunting e Josh Cowdery, forma il collettivo teatrale B(3) + C, con cui organizza degli spettacoli di improvvisazione. Bello e bravo, decide che quella è la sua strada. Dopo gli anni del liceo, grazie soprattutto all’incitamento materno, si sposta a New York, dove comincia a seguire i corsi di recitazione alla Juilliard School, notissima scuola d’arte, musica e spettacolo. I soldi però non bastano mai e Wes è costretto ad abbandonare i corsi per lavorare da Blockbuster e come cameriere al T.G.I.’s Friday di Long Island. Questo però non blocca la sua carriera, che decolla sul finire del secolo scorso non a teatro ma su grande schermo. Dopo solo due film, Wes ottiene il ruolo che gli cambierà la vita: è il giovane inquieto Ricky, quello capace di vedere la beltà dell’universo in un sacchetto di plastica trasportato dal vento, nel film vincitore di cinque premi Oscar American Beauty.

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