Unforgiven – Wes Bentley

di Federico Bernocchi

Over The Top: Wesley Cook Bentley, noto solamente come Wes, nasce nel 1978 a Jonesbro, una piccola e placida cittadina dell’Arkansas. I suoi genitori, Cherie e David, sono entrambi sacerdoti della United Methodist Church, una chiesa protestante metodista ed evangelica. Terzo di quattro fratelli, comincia a interessarsi alla recitazione durante gli anni del liceo. Insieme a suo fratello Patrick e ai due suoi amici Damien Bunting e Josh Cowdery, forma il collettivo teatrale B(3) + C, con cui organizza degli spettacoli di improvvisazione. Bello e bravo, decide che quella è la sua strada. Dopo gli anni del liceo, grazie soprattutto all’incitamento materno, si sposta a New York, dove comincia a seguire i corsi di recitazione alla Juilliard School, notissima scuola d’arte, musica e spettacolo. I soldi però non bastano mai e Wes è costretto ad abbandonare i corsi per lavorare da Blockbuster e come cameriere al T.G.I.’s Friday di Long Island. Questo però non blocca la sua carriera, che decolla sul finire del secolo scorso non a teatro ma su grande schermo. Dopo solo due film, Wes ottiene il ruolo che gli cambierà la vita: è il giovane inquieto Ricky, quello capace di vedere la beltà dell’universo in un sacchetto di plastica trasportato dal vento, nel film vincitore di cinque premi Oscar American Beauty.

The Original Sin: American Beauty diventa un film epocale. La consacrazione per Kevin Spacey e il trampolino di lancio (sfruttato senza particolare acume) per le due protagoniste femminili, Thora Birch e Mena Suvari. Nessuno però si fila Wes Bentley. Il motivo è semplice: subito dopo il film di Mendes, il diciannovenne Wes scopre l’eroina. Hollywood lo insegue offrendogli molti ruoli, ma il più delle volte i contratti sfumano. Succede nel 2011 con Monster’s Ball (il suo ruolo passò a Heath Ledger) e l’anno successivo con La Regina dei Dannati (questa volta lasciò il ruolo a Stuart Townsend). La causa è la sua segreta dipendenza dalla droga. Nel 2001 Wes si sposa con Jennifer Quanz. Lavora sempre meno: dal 2001 al 2006 prende parte solo a tre pellicole. In tutto questo periodo riesce a tenere la moglie all’oscuro della sua dipendenza, ma quando i segni cominciano a diventare evidenti, decide che è cosa buona e giusta lasciare la ragazza. Si trasferisce a vivere da solo, in modo da potersi drogare come e quando vuole. Nel 2007 torna sul grande schermo per una manciata di titoli dimenticabili (basti citare l’orrido Ghost Rider) giusto per pagare i debiti che sta cominciando ad accumulare. Evidentemente però le cose non vanno per il verso giusto, visto che nell’agosto del 2009 la American Express gli fa causa per non aver mai saldato un Gold Account aperto anni prima. A quanto pare la cifra è di 92 mila dollari.

I Want A Range Life: Sempre nel 2009, Wes è ormai ridotto male. Fortunatamente si accorge che non può andare avanti così e, in un momento di lucidità, confida ad un amico di essere dipendente da eroina e alcolizzato. Aderisce a un programma di recupero e riabilitazione basato sui 12 passi e tenta di tornare a lavorare. Cosa che avviene ancora una volta grazie al teatro, visto che il nostro è il protagonista di Venus in Furs, spettacolo Off-Brodway di David Ives. Lo spettacolo va decisamente bene e l’attore, oggi trentaduenne, torna a lavorare anche per il cinema. Al momento ha ben quattro pellicole in uscita, tra cui il nuovo film di John McNaughton, il regista del famigerato Henry – Pioggia di Sangue. In Shoedog, questo il titolo, Wes reciterà al fianco di attori del calibro di Sam Shepard, Heather Graham e Kris Kristofferson. Se siete curiosi e volete ampliare la vostra conoscenza del soggetto, vi suggeriamo di mettere le mani su My Big Break di Tony Zierra. Il documentario, uscito nel 2009, segue dieci anni di vita dei sedicenti attori Tony Zierra, Brad Rowe, Chad Lindberg and Greg Fawcett. Grossa parte del film è dedicata propria alla vita di Wes Bentley che candidamente racconta le sue difficoltà a gestire il successo post American Beauty e la sua battaglia contro la droga.

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