No-fly zone e dintorni. Altre quattro frasi per capire cosa succede in Libia

di Anna Momigliano

Finalmente è arrivata la decisione su una no-fly zone dal Consiglio di Sicurezza Onu. I ribelli festeggiano, il regime di Gheddafi annuncia la fine delle ostilità. Davvero potrebbe essere la fine della guerra civile in Libia? E’ un tantino presto per dirlo. La situazione resta confusa e, soprattutto, non è facile prevedere le prossime mosse del Colonnello. 

“Adesso non siamo più soli”
Ribelli arroccati a Tobruk, citati da Lorenzo Cremonesi sul Corriere della Sera
Finalmente, dopo settimane di attendismo generale in cui solamente la Francia si era schierata apertamente a loro favore, i ribelli hanno ottenuto quello che volevano: una no-fly zone approvata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, con l’obiettivo di impedire a Gheddafi di bombardare con i suoi aerei le città in rivolta. Il che equivale a togliere al colonnello il vantaggio principale (ma non l’unico), ossia l’aviazione. Vantaggio principale ma non unico, si diceva, perché adesso i fedelissimi di Gheddafi stanno avanzando a forza di cannoni e carri armati. In altre parole stanno vincendo anche la battaglia via terra, tanto che i ribelli sono arroccati nell’estremo Est del Paese, in città come Bengasi e Tobruk. Infatti:

“Forse è troppo tardi”
Mike Rogers, deputato repubblicano
I Repubblicani, si sa, amano dare addosso a Obama “giusto per il gusto di”, specie quando si tratta di politica estera. Ma questa volta il buon vecchio Mike Rogers, deputato repubblicano al Congresso Usa nonché presidente della Commissione sull’Intelligence ed ex agente speciale dell’Fbi, sembra animato dal più elementare buon senso. E, quel che è peggio, potrebbe benissimo avere ragione. Sono settimane che si parlava di una no-fly zone, quando i ribelli ancora avevano in mano tutta la Cirenaica e stavano avanzando verso Tripoli e l’unico loro problema sembrava, appunto, che Gheddafi bombardava le “loro” città dall’altro. Da allora le cose sono un po’ cambiate, Gheddafi si sta riprendendo la Libia pezzo per pezzo e i ribelli stanno battendo in ritirata. Una fly-zone poteva essere decisiva quando i ribelli erano in vantaggio. Adesso forse è troppo tardi. Forse. Perché, forse qualche speranza c’è. Infatti:

“Abbiamo deciso un immediato cessate il fuoco e uno stop immediato a tutte le operazioni militari”
Moussa Koussa, ministro degli Esteri libico
Messa così, sembrerebbe proprio che la decisione del Consiglio di Sicurezza Onu abbia messo paura al regime di Gheddafi, che avrebbe deciso di darsi una calmata. Massimo risultato (cessati i bombardamenti) con il minimo sforzo (alla fine non si è dovuto mettere in piedi una no-fly zone, affare non semplice, è bastato minacciare)? Forse. Perché il Colonnello e i suoi uomini sono spesso imprevedibili e solo qualche giorno fa minacciavano di scatenare l’inferno. Infatti:

“Nessuna pietà per i vinti”
Muammar Gheddafi
Questo era lo slogan del Colonnello solo poche ore prima che l’Onu si pronunciasse sulla no-fly zone. Ricacciati i ribelli nella zona orientale del Paese, Gheddafi – con i suoi mercenari e i suoi Mirage – si preparava a schiacciarli una volta per tutte. Adesso ha cambiato idea? Parrebbe di sì, almeno per il momento. Ma è difficile credere veramente che il Colonnello abbia intenzione di restarsene con le mani in mano. Stay tuned…

Per ricapitolare le puntate precedenti, cliccate qui.

This entry was posted in Politica&Società. Bookmark the permalink.

3 Responses to No-fly zone e dintorni. Altre quattro frasi per capire cosa succede in Libia

  1. Ho sempre pensato anch’io che fosse una cospirazione del leone della metro goldwyn mayer

    AM

  2. Pingback: Gheddafi e dintorni. Cinque frasi per capire cosa succede in Libia |

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s