This is Paris – Un cockney alla corte di Francia

di Redazione

Cockney quanto basta per arrivare a fine show, uscire con camicia di jeans, salutare con un braccio (tozzo) alzato e rientrare. Kim Jones però è il classico che ci fa confondere dalle apparenze, e anche se sembra uscito da This is England, Jones è cresciuto al Central Saint Martin e da Dunhill, il brand inglese-couture (per il londinese che si vive la domenica a Knightsbridge) che ha lasciato questa stagione dopo aver reso istituzione la daily-couture anche quando si trattava di denim. Viso paffutello macchiato di lentiggini, taglio rasato e ciglia corte: è il ritratto ufficiale che offre di sé sul suo sito, senza paura di assomigliare tremendamente a un chierichetto. Forse non uscirà esattamente così durante gli show parigini, dove dalla prossima stagione disegnerà il ready to wear dell’uomo di Louis Vuitton al posto di Paul Helbers che in cinque anni aveva rilanciato l’uomo “alla” Vuitton. Deus ex machina del brand (e delle uscite) rimane Marc Jacobs che con Kim Jones potrebbe dividere solo i Dr Martens (la divisa di Mr.Jacobs per anni è stata gonna pantalone e anfibi), ma il piacere di vedere Kim Jones orgogliosamente brit a fianco del golden boy americano è tanto.

Ma anche uno strano déjà-vù. Kim Jones ricorda parecchio Alexander McQueen. Jones finito il CSM è passato anche dalla scuola di McQueen come collaboratore ma le somiglianze tra i due sembrano ancora di più fisiche che couture. Vedere comparire Kim Jones sulle passerelle parigine, sproporzionato in mezzo a tutte quelle silhouette neo-boho di Vuitton ricorda quando McQueen, occhi rossi e t-shirt bianca, calcava la passerella sfinito dalle creazioni “armadillo”(le sue ultime scarpe-scultura importabili). Un nuovo inglese sul suolo di Versailles ma senza l’obbligo di una ricerca vezzosa e iper elaborata come da prassi del prèt-à-porter femminile. Che Jones riesca a trascinare a Parigi un po’ di schiettezza cockney? Lo aspettiamo in purezza.

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