Arcade Fire, Arcade Fries e Grammy Award. Reazioni opposte e divertenti

di Davide Coppo

Il mondo della musica chiamata – è proprio una brutta parola – “alternative” può benissimo vivere anche senza i riconoscimenti ufficiali impartiti dalle accademie dell’altra musica, quella chiamata “mainstream”, o commerciale, o un po’ come volete. Quella che passa su Mtv alle tre del pomeriggio, quella che viene presentata dalla Canalis, insomma. I miti di un certo tipo, i gruppi cult, si sa, non si costruiscono con i video in heavy rotation. Eppure, quando capita che un riconoscimento come un Grammy Award venga impartito a un gruppo come gli Arcade Fire, non può che far piacere.

La notizia è di due giorni fa: gli Arcade Fire, appunto, hanno vinto il Grammy come Miglior Album con The Suburbs. Non che ad altri gruppi definiti indipendenti sia andata male. Si son beccati un premio anche i Black Keys, per dire. Invece Justin Bieber è rimasto a musetto asciutto, Eminem molto deluso con due premi a fronte di dieci nomination, Lady Gaga non ha vinto TUTTO come ci si immaginava. Katy Perry non ha vinto niente, e fin qui nessuna sorpresa. Lorenzo Jovanotti Cherubini ne ha scritto un bell’articolo sul Sole 24 Ore di ieri, che alterna spunti molto interessanti a contenuti un po’ forzati (tipo: gli Arcade Fire sono i Clash di oggi). Dice il Jova della band canadese: “Oggi sono loro a correre con la fiaccola dell’epica rock contemporanea e quelli dell’Academy che assegnano il Grammy se ne sono accorti. Il rock è un oceano e la maggior parte delle band si accontentano di restare sulla spiaggia, anche perché la cultura dei social network ha creato spiagge lunghissime.” Bellissima frase, no?

Vero, Jova (ci piace ancora chiamarlo così), abbiamo pensato tutti, più di una volta, che nel mondo del social network (che non è solo facebook, notare bene) girassero idee, e quindi spesso riferimenti culturali – e in questo caso musicali – lontani da quelle della massa, originali, che sapessero valorizzare ciò che è giusto venga valorizzato. Siamo sicuri che sia sempre vero? Risposta: no.

Subito dopo l’annuncio della vittoria di The Suburbs come album dell’anno i twitter, i facebook e compagnia bella di tutto il mondo (US in testa, ovviamente) si sono scatenati: insulti ai poveri canadesi (spesso insultati solo per il fatto di essere canadesi, tra l’altro), incredulità per la mancata vittoria di Gaga o Katy Perry, insulti al mondo dell’Academy, insulti in generale (da segnalare un “who the f**k is Arcade Fries? e la conseguente risposta “i dunno but they sound delicious”). Il tutto è stato raccolto – e in continuo aggiornamento – nel blog whoisarcadefire.tumblr.com . Da leggere dall’inizio alla fine, assolutamente. Perché le spiagge del social network saranno anche lunghissime, ma tra Saint Tropez e Riccione, anche sul web, la differenza si sente.

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2 Responses to Arcade Fire, Arcade Fries e Grammy Award. Reazioni opposte e divertenti

  1. Tim Small says:

    jovanotti scrive sul sole 24 ore = will.i.am scrive sul wall street journal

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