Stringate sul Boardwalk

di Enrico Grigoletti

Negli anni ’80 aziende ed agenzie pubblicitarie hanno scoperto un nuovo Eldorado cinematografico grazie alla parola product placement. E’ infatti grazie a queste efficaci (quanto scontate e poco raffinate) strategie di marketing all’interno di blockbuster come Top Gun, che popolari brand di occhiali da sole e popolari brand di giacche in pelle sono riusciti a farsi conoscere ad un’ampia fetta di consumatori. Gli anni cambiano, il ruolo del piccolo e del grande schermo anche. E le strategie di marketing pure.

E’ quindi ovvio che, in un momento in cui le serie televisive acquistano la stessa valenza culturale delle pellicole cinematografiche, l’attenzione degli investitori e partner inizi a spostarsi di conseguenza. E, conseguentemente, in maniera sempre più sottile.

Ancora una volta Mad Men diventa il benchmark per questo tipo di attività: dalle vetrine di Gap curate dalla costumista del cavallo da corsa AMC, alle brillanti campagne BMW fino all’ovvio, ma non scontato, product placement all’interno della serie. Alla fine si tratta pur sempre di un’agenzia pubblicitaria. Senza contare l’impatto che i personaggi di Madison Avenue hanno avuto sul guardaroba dell’homo contemporaneus.

Viene da chiedersi in che termini Boardwalk Empire riuscirà a rispondere su questo terreno.

Sicuramente si possono tracciare diverse analogie tra il guardaroba della serie ed un generale ritorno della sartoria e di alcuni movimenti che vanno sotto il nome di: Dandysmo e Ivy League. Movimenti che l’homo contemporaneus ha intercettato ed iniziato a digerire da un paio di stagioni e che, idealmente, il personaggio interpretato da Steve Buscemi incarna alla perfezione. La scelta di accessori importanti (come le spille per le camicie pin-collar) ma non pacchiani, la cura per le preziose stringate inglesi (o del New England) o gli impeccabili tre pezzi sono tutti dettagli che possiamo trovare nella Atlantic City di Terence Winter quanto nei personaggi che popolano la New York di Scott Schuman.

Il problema è: sarà il cinema (ooops, la serie televisiva) ad influenzare i nostri guardaroba o sarà l’uomo della strada ad imporre anacronistici tagli e silhouette ai prodotti del piccolo schermo?

Di sicuro Nucky Thompson non sfigurerà alla prossima edizione di Pitti.



This entry was posted in Moda&Stile. Bookmark the permalink.

2 Responses to Stringate sul Boardwalk

  1. Simone says:

    Grande Enrico, bell’articolo!
    E sì che alla cena-champagne me ne avevi dati di indizi…

  2. KIKKO says:

    ECCO PERCHE COMPERO LE AIR JORDANS http://www.unotre.com/news/star-trek-x-air-jordan/ PERO MI HA INFLUENZATO ANCHE LA DOGO GANG

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s