Il derby del Pd: Boeri e Pisapia in campo, Onida e Sacerdoti sugli spalti

Un bel grembiulino blu. Se l’è messo Stefano Boeri domenica 7 novembre, a una settimana esatta dalle primarie del centrosinistra a Milano: l’archistar-cameriere ha servito un migliaio di persone in occasione del pranzo multietnico allestito in via Padova, annunciando “un posto per tutti alla tavola del mondo”.

Boeri, come i suoi sfidanti, è stato un po’ ovunque durante questa campagna elettorale. Solo che si ha come l’impressione che l’architetto sia stato in più posti rispetto a Pisapia, Onida e Sacerdoti. E, ovunque sia stato, sembra che ci sia stato di più degli altri che – fatta eccezione per Pisapia – praticamente non esistono.

Boeri ha avuto dalla sua tutta la forza di fuoco del Partito democratico, e pure di più. Tanto che il costituzionalista Valerio Onida ha deciso di farsi spazio a gomitate, non urlando (perché la voce è quella che è) ma quasi: “Ho deciso di rendere pubblici i costi sostenuti per la mia campagna. Invito gli altri candidati a fare lo stesso”.

Il tetto concordato per le primarie è 200mila euro, Onida ne ha spesi quattromila in meno. Quanto hanno speso, invece, Sacerdoti, Pisapia e Boeri? Non è arrivata alcuna risposta diretta, ma proviamo a fare una stima: il primo pochissimo, il secondo abbastanza e il terzo tanto, se non tantissimo.

Per farsi un’idea delle energie (economiche) investite nella corsa per Palazzo Marino, si può cominciare dando un occhio all’attività on line dei quattro candidati: sito che fai, candidato che sei.

Bene, Boeri opera su tutte le piattaforme: WordPress, YouTube, Flickr, Twitter, Facebook (5mila e passa like). Progetto grafico curato, slogan più o meno intelligenti e accattivanti. D’accordo, un architetto come lui deve essere per forza di cose al passo con i tempi, ma per mettere in campo tutto questo arsenale l’intelletto non basta, servono anche i soldi.

Boeri, servizio ai tavoli nei quartieri multietnici a parte, si è inventato le cinque giornate di Milano, è andato al Plastic e si è piazzato in corso Buenos Aires con le sagome delle biciclette. Ha sì fatto campagna elettorale sul territorio, opponendosi anche alla marcia su Milano dei romani del Pd. E, con grande piglio sportivo, dal proprio canale YouTube ha lanciato le primarie di domenica presentandole come un derby, anche per via della partita Milan-Inter in programma lo stesso giorno a San Siro.

Ok, ma in campo ci saranno solo lui e Pisapia. Perché gli altri due giocatori, Onida e Sacerdoti, si sono visti giusto agli allenamenti ed è già tanto se arriveranno negli spogliatoi.

Se Boeri è il candidato radical-chic, l’avvocato Giuliano Pisapia – giacca e cravatta per le occasioni che contano, maniche di camicia per homepage e appuntamenti più easy – è l’uomo della sinistra-sinistra, nuova o vecchia che sia. Insomma, la sinistra con l’orecchino di Nichi Vendola.

Anche Pisapia e le sue truppe si sono date da fare tanto sul web (raccogliendo, tra l’altro, il doppio dei like sull’amatissimo Facebook e comprando gli ad su Google) quanto in strada, ma quell’indirizzo internet Pisapiaxmilano, con la ics al posto del per, proprio non si può leggere. Troppo, troppo adolescenziale. “A Milano si cambia”, recita lo slogan di Pisapia. Benissimo, ma cominciamo rispettando le regole elementari della grammatica e non riduciamo tutto al vocabolario scarno degli sms.

In ogni caso, ecco una nota di colore: Pisapia è stato affiancato dalla Sec, la stessa agenzia di comunicazione che ha seguito Roberto Formigoni alle scorse elezioni regionali.

Stilando una classifica per il miglior sito web, Onida e Sacerdoti occupano il terzo e il quarto posto. Quello della “passione civile” di Onida è bruttino, mentre quello di Sacerdoti – a prescindere da facili ironie para-ecclesiastiche – sembra fatto nel secolo scorso, se non fosse per la presenza del video degli Elii “Parco Sempione” (“l’ho scelta perché parla del taglio del Bosco di Gioia”, spiega lui e noi sorridiamo).

L’austero ex presidente della Consulta Valerio Onida, con 74 anni il più anziano tra tutti i candidati, e l’ambientalista in camicia, pullover e pantaolini di velluto Michele Sacerdoti sanno bene che non c’è storia. Molti cittadini, compresi i potenziali elettori del Pd, non hanno la minima idea di chi siano.

Onida, almeno, ha avuto a propria disposizione un paio di gazebo, piazzati qua e là nel corso della campagna elettorale. Sacerdoti, che ha fatto e continua a fare tutto da solo, ha invece incontrato i milanesi nei parchi. Lui stesso ha ammesso: “So che i sondaggi prevedono che io e Onida verremo massacrati”. Un massacro non previsto, ma già scritto.

E che domenica vinca il più forte (che non significa certo il migliore), tra Boeri e Pisapia.

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