Kobe, Jimmy e il gioco più vecchio del mondo

Oggi esce nei negozi di tutto il mondo Call Of Duty: Black Ops, probabilmente il più atteso videogame dell’anno. Settimo episodio dell’omonima saga sviluppata da Activision Blizzard, Black Ops è un FPS ambientato durante la Guerra Fredda. Attraverso una serie di missioni il giocatore impersonerà agenti impegnati nelle cosiddette black operations: dalla Baia dei Porci, all’URRS fino in Vietnam. Un’idea – quella di postdatare e fictionalizzare la trama del gioco – che ha messo l’Activision al riparo dalle feroci critiche piovute sul più diretto concorrente di Call OF Duty: quel Medal Honor la cui iper-realistica ricostruzione dell’Operation Anaconda in Afghanistan ha scandalizzato i benpensanti di mezzo mondo. Tuttavia, come sempre quando un videogioco mette in scena la guerra c’è da aspettarsi che anche questa volta si leveranno i moniti dei MOIGE et similia sparsi per il nostro territorio nazionale. Sigle che tipicamente non perdono mai queste occasioni per ricordarci della loro esistenza. È il gioco mediatico più vecchio del mondo, il cui solo risultato tangibile è di offrire ancora maggiore visibilità a ciò che si vorrebbe censurare. Non osiamo dunque immaginare cosa sarebbe successo se sulla televisione italiana fosse circolato uno spot simile a questo (cameo di Kobe Bryant e del comico/anchorman Jimmy Kimmel) e con un claim come There’s a soldier in all of us:

This entry was posted in Media&Innovazione. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s