Niente fiori ma opere di bene

Si sa: nonostante abbia una novantina di anni in meno, Sanremo è scassato tanto quanto la povera, vecchia Italia. Il 17 febbraio 2011 il Festival della riviera ligure festeggerà infatti, con un mese d’anticipo, il 150esimo compleanno del nostro Paese, stando ben attento – come da tradizione – a non infastidire nessuno e, anzi, accontentare più italiani possibili. E sarà pure che chi si accontenta gode, ma per chi di noi si sente di per sé poco italiano è davvero dura accontentarsi e godere di quanto annunciato da Gianni Morandi e Gianmarco Mazzi: a quanto pare, i cerimonieri canterini avrebbero intenzione di spegnere le centocinquanta candeline tricolori intonando sia “Giovinezza” che “Bella Ciao”, per amore della patria, ma soprattutto della par condicio.

Già questo sarebbe più che sufficiente per farci andare di traverso festa e torta, se non fosse che la Lega – che, almeno sulla carta, di questa povera, vecchia Italia non sa cosa farsene proprio come alcuni di noi – è immediatamente insorta, invocando neanche troppo provocatoriamente il tanto caro “Va, Pensiero” e dimostrandosi dunque non italiana, ma italianissima nel pretendere la propria fetta di torta melodico-televisiva.

Vero, verissimo. Rossi, neri e pure verdi: tutti uguali. Sarà mica il caso di tagliare la testa al toro una volta per tutte, rottamando in un colpo solo Sanremo e povera, vecchia Italia? In occasione del Festival, quindi, facciamo una proposta: niente fiori, ma opere di bene.

(Michele Bisceglia)

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