Winning: seconda vita (e seconda morte) di Charlie Sheen

di Federico Bernocchi

Se, come il sottoscritto, passate la maggior parte del vostro tempo attaccati a un computer, vi sarete sicuramente accorti che in questi giorni la rete è completamente concentrata su un solo argomento: Charlie Sheen. Anzi, siamo arrivati a un tale livello di saturazione di notizie su di lui che dall’8 marzo esiste il Tinted Sheen, un piccolo programmino progettato dai ragazzi del The Free Art & Technology Lab. Una volta installato sul vostro computer, il Tinted Sheen bloccherà ogni notizia riguardante Charlie Sheen. Vi faccio vedere come.

Come siamo arrivati a questo punto? Per quale motivo Charlie Sheen in questi ultimi mesi è diventato una presenza fissa, l’uomo del momento per la rete? Cercheremo di ricostruire qui una cronistoria per punti. Dopo una clamorosa carriera durante gli anni Ottanta e una non propriamente esaltante durante i due decenni successivi, Charlie Sheen, come molti attori della sua generazione, trova una seconda giovinezza grazie alla televisione. Prima con Spin City, serie della ABC dove il nostro ha preso fondamentalmente il posto del povero Michael J. Fox. Poi soprattutto grazie alla serie di Chuck Lorre – creatore anche di The Big Bang TheoryTwo and a Half Man, trasmesso anche da noi con il titolo Due Uomini e Mezzo. Nel 2010 Charlie lavorativamente è a uno degli apici della sua carriera. È l’attore televisivo più pagato in assoluto: per una puntata prende un milione e ottocentomila dollari. Tutto sembra andare per il meglio. C’è un solo problema: Charlie Sheen ha da sempre uno stile di vita simile a quello di Benny Blanco del Bronx.  Qualche dato veloce: nel 1995 Charlie finisce nel bel mezzo dello scandalo che coinvolge la famosa escort Heidi Fleiss. Nel 1998 finisce in overdose di cocaina. Nel 2006 divorzia dalla moglie Denise Richard. Poco dopo si sposa con un’altra attrice, Brooke Mueller, ma le cose non vanno per niente bene. Il loro rapporto è decisamente problematico. Charlie Sheen è un violento e minaccia pesantemente la donna. Arriva a dirle che “le taglierebbe la testa per poi spedirla in una scatola alla madre”. Tutto questo con un coltello in mano. La donna lo denuncia, c’è un processo che si conclude a marzo con un ordine restrittivo e l’obbligo per l’attore di andare in rehab. Il 26 ottobre 2010 Charlie Sheen finisce in ospedale. Il suo medico dice che la causa del ricovero è una strana reazione allergica a dei medicinali. A quanto pare invece Charlie era in una stanza del Plaza Hotel di New York con una escort. Dopo aver bevuto e sniffato cocaina ha sfasciato la camera d’albergo per poi addormentarsi nudo sul letto. A voi, una simpatica ricostruzione dell’evento.

Qualche giorno dopo il fattaccio, viene fuori che la donna trovata in compagna dell’attore sarebbe la porno attrice ventiduenne Capri Anderson, specializzata in film lesbo. La cosa non aiuta: Charlie Sheen non solo a quanto pare è dipendente da alcool e cocaina, ma ha anche una dipendenza da sesso. La sua fama comincia a diventare fin troppo ingombrante. Il discorso d’apertura dell’ultima edizione dei Golden Globe – tenutasi il 16 gennaio 2011 al Beverly Hilton Hotel a Beverly Hills in California – inizia con un monologo molto discusso dello straordinario Ricky Gervais. La prima battuta è: “It’s going to be a night of partying and heavy drinking. Or, as Charlie Sheen calls it, breakfast”.

Pochi giorni dopo, il 27 gennaio, Charlie Sheeen viene ancora una volta portato in ospedale. Il suo pubblicist dice che è per via di un’ernia. Tale Steve Brodersen, un amico, dice che Charlie lamenta dei forti dolori addominali per aver riso troppo forte mentre guardava la televisione. Il giorno dopo – a riprova della veridicità di questa affermazioni – la notizia è che Sheen è ancora una volta finito in rehab. Chuck Lorre dichiara sospeso Two Men and a Half e si dice estremamente proccupato per le condizioni di salute dell’attore. Il quale, dopo neanche un mese, per la precisione il 24 di febbraio, decide di intervenire al telefono nel The Alex Jones Show, un programma radiofonico. Durante il suo intervento insulta molto pesantemente Chuck Lorre, si paragona a Marlon Brando in Apocalypse Now, sostiene di essere in grado di curare ogni sua dipendenza con la propria mente, chiama Thomas Jefferson “a pussy”, conia una serie di frasi pronte per essere riciclati in slogan (“I’m an F-18, bro”) e comincia ad utilizzare la parola “winning” quasi come intercalare.

Le reazioni non si fanno attendere: lo stesso giorno la CBS e la Warner Bros annunciano che “a causa delle dichiarazioni, del comportamento e delle condizioni dell’attore” sono costretti a chiudere immediatamente  Two Men and a Half. L’altra notizia che riguarda Sheen della giornata è che la sua nuova ragazza, Natalie Kelly, una delle due sue “goddess” – ovvero le due ragazze con cui vive, “capaci di soddisfare le tre parti del suo cuore”  - è una modella famosa per aver posato mentre fuma un bong sulla copertina della rivista Cali Chronic X. Il giorno dopo Charlie Sheen dichiara di star preparando un suo show per la HBO, che subito si affretta a smentire la notizia. Nel frattempo in rete il materiale sulla faccenda comincia a diventare enorme, totalmente ingestibile. Se volete farvene un’idea, cliccate qui.

I media statunitensi non parlano d’altro. Il 28 febbraio Charlie Sheen è ospite in una sola mattinata del Today Show e di Good Morning America. Nel pomeriggio rilascia una lunghissima intervista di 42 minuti a TMZ.com, il più famoso e seguito sito di gossip americano. Quasi tre quarti d’ora di totale delirio in cui l’attore dice tutto e il contrario di tutto, dimostrando di essere tutto tranne che mentalmente stabile. Qui sotto, da 2,20 in avanti, lo vedete raccontare dell’ultima volta che ha sniffato sette grammi di cocaina. Alla domande dell’intervistatrice “Come sei riuscito a sopravvivere?”, Charlie risponde: “Perché sono io. Sono diverso da chiunque altro: ho il “tiger blood”. Il sangue della tigre”.

Il gioco è fatto. La rete impazzisce definitivamente. In aggiunta a questo, il 1 marzo Charlie Sheen apre il suo account twitter e, in men che non si dica abbatte un record: è l’account più veloce a superare 1 milione di followers. Ci mette solo 25 ore e 17 minuti. Nel frattempo l’ondata di isteria collettiva nei suoi confronti non si placa: mentre Charlie si fa intervistare da Howard Stern, spunta il generatore automatico di sue frasi, una sua personale Pyramid of Greatness in pieno stile Parks & Recreation, le sue frasi vengono messe in bocca ai personaggi delle più famose strisce e dei supereroi, Jimmy Fallon realizza una finta pubblicità del profumo Winning – For Men, eccetera eccetera. Ma come era prevedibiole, dopo qualche giorno, è scattato l’effetto contrario. E dopo il Tinted Sheen per domani – venerdì 11 marzo – è previsto l’Unfollow Charlie Sheen on Twitter Day, una singolare forma di protesta in cui si chiede a tutti di smetterla di seguire i tweets dell’attore. Anche perché, a quanto rivelato dal comico Patton Oswalt, non sarebbe neanche lo stesso Sheen a scrivere quelle frasi.

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2 Responses to Winning: seconda vita (e seconda morte) di Charlie Sheen

  1. Giancarlo Mazzetti says:

    Pessimo attore, uomo discutibile…ma lo stimo, per Dio.

  2. fedemc says:

    un ego del genere va rispettato.
    anche perché se no chiama i suoi amici che fanno brutto
    e ti viene a cercare per picchiarti.

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